Valtellina e Val Gerola

Gerola e la sua valle occupano una delle porzioni più occidentali del versante valtellinese delle Alpi (o Prealpi) Orobie, subito a est della Val Lesina. La valle, percorsa da uno dei due rami del torrente Bitto, si è formata per l’azione erosiva delle acque ed è stata modellata dal movimento di antiche masse glaciali. Fin quasi alla testata corre incassata tra ripidi versanti, per poi aprirsi in un maestoso anfiteatro di creste, ghiaioni, morene, circhi glaciali, laghetti alpini e alpeggi. La ricchezza di precipitazione ha comportato un pesante sfruttamento idroelettrico con la costruzione di ampi bacini di raccolta delle acque che hanno ampiamente modificato il paesaggio. La Val Gerola si dirama in diverse valli laterali: la Val Bomino, la Valle di Pescegallo, la Valle della Pietra, la Val Vedrano e la Val di Pai. Tra le principali vette le più conosciute sono: il Pizzo della Nebbia, il Monte Ponteranica, i Denti della Vecchia, il Pizzo Tornella, il Pizzo dei Tre Signori, il Monte Rotondo e la Cima della Rosetta.
Il Bitto è, senza dubbio, uno dei simboli della produzione casearia della Val Gerola e della Valtellina: formaggio di grande tradizione e straordinaria attitudine all’invecchiamento, è legato in maniera profonda alle montagne da cui prende origine. Il nucleo storico della sua produzione si individua nelle valli formate dal torrente da cui prende il nome, le valli Gerola e Albaredo, in provincia di Sondrio.